falanghina bio

Canlibero

Siamo a Torrecuso nel Sannio Beneventano, a 420 m di altitudine nel parco nazionale del Taburno e neppure a 20 km da Castelvenere, luogo di cui ci siamo innamorati grazie ai vini di Raffaello Annichiarico.

Qui Ennio e Mena, provenienti da due famiglie di viticoltori, ma soprattutto amanti di vini naturali, maturano l'idea nel 2011 di produrre un vino loro - senza alcuna preparazione tecnica - iniziando a vinificare poche bottiglie nella cantina del nonno di Mena, vignaiolo con una lunga tradizione di conferimento. Sono in primis vignaioli artigiani, dove in queste parole sta tutta l'imprevedibilità di un'annata, un prodotto mai standardizzato, un'identità che traspare in ciò che fanno, una gestione di ogni fase della procreazione del loro vino. Vini artigiani perchè figli delle loro idee e della loro personalità. Non per niente l'etichetta esalta il cane Brando, libero e senza guinzaglio come vorrebbe essere la loro produzione. Mai prevedibile nè scontata. Coltivano 2 soli ettari con una vigna importante di oltre cinquantanni a Turrumpiso (da cui ottengono il rosso di Aglianico) e diverse micro-parcelle con terreni a base argilla e calcare, capaci di donare sfumature e tonalità differenti da valorizzare nelle vinificazioni. In vigna ricorrono solo a rame e zolfo, cardini della dottrina biologica, sconfinando spesso nell'utilizzo di preparati biodinamici, in un percorso di accrescimento di esperienza e costante emancipazione. In cantina è il vino a parlare, senza ingerenze e senza manipolazioni. Fermentazioni spontanee, nessuna filtrazione o chiarifica, nessun utilizzo di anidride solforosa.

Un'altra splendida realtà in una Campania sempre più al naturale e sempre più territoriale.