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SANT'ISIDORO Marche Rosato IGT 2015

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Da un salasso di Montepulciano e Sangiovese (uve dell'Orano ed Erasmo Castelli), un rosato che strizza l'occhio ad un vero e proprio rosso. Da fermentazioni spontanee che si attivano quasi immediatamente (dopo circa 1 giorno) un'estrazione nell'arco di 10-15 ore al massimo di circa il 10% delle masse del mosto. Ciascun varietale fermenta separatamente per poi essere assemblato. Nessuna chiarifica nè filtrazione ma sosta del blend per circa 1 mese in vasca in acciaio in modo da far decantare le sostanze in sospensione. Imbottigliamento e affinamento per almeno 6-12 mesi prima della commercializzazione. E' un rosato che ridisegna la categoria, voluto e non come spesso succede "destinazione rifugio" dove far convergere tagli rossi e bianchi, un vino vero di razza, polpa e pienezza. Splendido il contributo del Sangiovese nel donare all'ingresso in bocca semplicità e facilità di beva e del Montepulciano nel restituire al finale tannicità e pulizia. Un grande rosato.

Monte Urano. Sotto al Conero, a 10 km da Fermo e altrettanti da Porto Sant'Elpidio, prima che le denominazioni inizino a parlare ascolano, Maria Pia Castelli coltiva 8 ettari adagiati a 200 m slm e impiantati solo a varietali del territorio. Siamo alla fine degli anni '90, quando con il marito decide di vitare il terreno che circonda la casa di campagna. Viaggia in Italia e all'estero per apprende le conoscenze di base. Prima di fine del millennio, nel 1999 con il prezioso aiuto del padre Erasmo, avrà già impiantato 4 ettari a Sangiovese e Montepulciano e 4 ettari a uve a bacca bianca e Montepulciano. 

Da subito lavora seguendo pratiche biologiche con l'intento di preservare la fertilità del terreno e la biodiversità in vigna. Oggi ricorre spesso a pratiche biodinamiche, ma ha sviluppato ormai grande capacità di leggere le annate, il clima e capire le piante.Ogni gesto viene eseguito solo esclusivamente a mano, coinvolgendo tutta la famiglia. Zolfo ed il minimo indispensabile di rame come prevenzione delle malattie, oli naturali per la gestione degli insetti in vigna. Un lavoro attento e maniacale tra i filari, una selezione accurata dei grappoli prima della vendemmia e rese di 25/30 q.li pari a circa 1/3 di quanto concederebbero i locali disciplinari. Pochissima uva ma straordinaria. E poi fermentazioni spontanee, macerazioni prolungate e senza controllo della temperatura (e senza strafare in estrazione di tannino) e affinamenti davvero lunghi, vero impegno economico e logistico. Se ne ottengono vini con identità e maturità, lontani dai profumi perfettini e acerbi di tanti vini simili sul territorio, ma soprattutto buoni, eleganti e bevibilissimi, capaci di soprendere subito e con l'evolvere del tempo a dimostrazione di un'uva e territorio coniugati con grande abilità (basterebbe provare lo Stella Flora 2003 per capire...).