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BRANDISIO Primitivo di Manduria DOP Riserva 2011

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Dal nome del nonno materno da cui Oreste Tombolini ereditò cantina e passione per la viticultura.

Ottenuto da 100% uve primitivo provenienti da vigneti di proprietà in Monteparano (TA), allevati ad alberello con circa 40 anni di età. E' il risultato di un personale protocollo applicato dal produttore che non prevede alcun utilizzo di prodotti chimici per la protezione della pianta, neppure quelli ammessi nella viticultura biologica. Il terreno non è mai stato arato per non sconvolgere l'equilibrio bio-chimico del suolo.

Vendemmia scurpolosamente a mano con controllo di ogni singolo grappolo per conferire in cantina solo uva sana e matura. Fermentazione sulle bucce a temperatura controllata per 15 giorni con lieviti autoctoni. Affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese nella bottaia portata in risonanza acustica con le frequenze generate da brani selezionati di canto Gregoriano.

Oreste Tombolini è uomo di mare. Si congeda dopo quasi quarant'anni dalla Marina Militare con il grado di contrammiraglio. E' uomo dritto e deciso. Abituato ad effettuare scelte e sostenere responsabilità. Il suo approccio alle cose è lineare, di petto, come il suo sguardo fiero e diretto. Un uomo impeccabile. Dal mare torna alla terra, a Carosino in provincia di Taranto e a vigne di oltre 40 anni. Ed in onore del nonno materno pensa e crea il suo vino di punta, il Brandisio, un primitivo in purezza. Il suo avvicinamento alla viticultura è metodico, non banale. Studia i più importanti fautori della moderna viticultura naturale, in primis Fukuoka e Higa, facendosi influenzare dalle teorie dell'equilibrio della natura e dell'approccio non interventista.Cura i suoi vigneti con un'attenzione maniacale, senza ricorrere a concimi nè prodotti chimici e selezionando ogni grappolo che porta in cantina. Il protocollo di coltivazione che lui codifica è frutto di alcuni anni di sperimentazione, ed è incentrato su regole di agricoltura etico-naturale, applicato nel pieno rispetto della natura, minimizzando all’inizio e escludendo del tutto, a regime, l’impatto ambientale (ecosostenibilità). Si ottiene così alla fine l’autosostentamento del vigneto. Unici interventi che si concede sono la potatura delle piante e lo sfalcio dell’erba. Oreste Tombolini è convinto della valenza salutare dei vini, in questi cerca di concentrare ricchezza di polifenoli e anti-ossidanti. E tutto deve arrivarvi dalla natura e non grazie all'intervento dell'uomo. Un giorno lo scienziato Verdruccio  propone di studiare la relazione tra musica e vino. La sperimentazione porta a risultati sorprendenti. Di fronte ad una commissione, campioni di vini alla cieca con e senza musicoterapia vengono confrontati. Quelli affinati in ambiente di musica classica sembrano mostrare valori nettamente superiori di polifenoli. Da quel giorno tutti i vini di Oreste Tombolini sostano in bottaia portata alla risonanza acustica, con frequenze emesse da alcuni brani selezionati di musica classica e di canti gregoriani.