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CELLATICA Cellatica DOC 2013

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Uve da vigneti biodinamici terrazzati con suoli franco-calcarei (microzone H, I). Nessuna lavorazione del terreno, lasciano andare a seme le essenze spontanee. Fertilizzazione con letame, humus autoprodotto e tisane omeopatiche. Difesa con rame, zolfo e microrganismi. Nessun utilizzo di prodotti chimici. Le piante vengono curate solo dalle mani dell'uomo, nessuna macchina taglia, cima o sfoglia le viti. 750 g di uva/pianta raccolti a maturazione non completa. Vinificazione separata delle 4 cultivar. Diraspatura e leggera pigiatura, quindi macerazione prefermentativa con piccola presenza di raspi in attesa dell’avvio fermentativo spontaneo. Macerazione postfermentativa di 3 settimane. Fermentazione malolattica spontanea ed assemblaggio definitivo al suo completamento. Affinamento di 15 mesi in vasca d’acciaio; niente collaggi, stabilizzazioni e filtrazioni.

Nel Mare Magnum della Franciacorta, una realtà estranea a mode e luoghi comuni. Piccoli artigiani da 7 ha e nemmeno 30 mila bottiglie, esaltano nel calice differenze e specificità di una collocazione tanto periferica, quanto unica e straordinaria (sul confine orientale della denominazione, ai Campiani di Cellatica, 400 m  s.l.m., nel  parco prottetto delle Colline di Brescia). Terreni franco calcarei argillosi e un fitto sistema di surgive sotterranee hanno restituito 13 differenti cru curati tutti a mano e con pratiche agronomiche personalizzate, per poter accompagnare le caratteristiche distintive di ogni microzona in ciascun singolo acino di uva. 11 vendemmie alle spalle e una capacità di rinnovarsi e sperimentazione costante (in proprio e all'interno di associazioni all'avanguardia su questi temi come VinNatur) hanno permesso di abbracciare i principi cardine della biodinamica e di interpretarli e rielaborarli oggi attrraverso la fisica quantistica. Artigiani e sperimentatori. Raccolgono ogni singolo cru separatamente e a bassissime rese (meno di 1kg uva/pianta) vinificando d'istinto e non secondo protocolli: i loro vini sono figli di annate, di terra e di sensibilità verso le piante. Nei metodi classici, hanno abbandonato da tempo il ricorso a dosaggi zuccherini e liqueur d'expedition o a zucchero di canna per la presa di spuma (sostituito con mosto d'uva bio). Si assemblano le basi delle cuvée in funzione delle loro caratteristiche, senza ricorsi a correzioni o artifizi per conferire al vino ciò che originariamente non ha. Con questo approccio hanno definito un nuova categoria nel metodo classico non normata: i Pas Operé che nulla condividono con i Pas Dosé (qui è semplicemente una classificazione di zucchero finale totale ma nulla si dice sul ricorso a liqueur anche non zuccherine). Da gennaio 2017 hanno abbandonato la Franciacorta (Consorzo di Tutela e Denominazione) dopo le ripetute bocciature dei loro vini ritenuti non idonei dalle commissioni perchè "troppo ricchi e complessi". Producono oggi "in libertà", scegliendo di esaltare a loro modo territorio, annata e gesto artistico ( pur attenendosi al metodo) alternando ad es. interpretazioni con affinamenti ossidativi (inconcepibili per la cultura locale) o spumantizzazioni di Cabernet Sauvignon e Merlot (uve non incluse nel disciplinare Franciacorta). La gamma che propongono è VSQ, vino spumante di qualità. Metà della produzione viene dedicata ai rossi, che rappresentano le radici e la storia della doc locale Cellatica (nata prima delle fortune franciacortine) e che dimostrano ancora una volta che ai Campiani di Cellatica le mode, le regole e gli orientamenti della regione (specializzarsi solo sui metodi classici) qui non attecchiscono. Sono vini di grande longevità in alcuni casi presentati in commercio anche dopo 10 anni di cantina.

Cà del Vént è socio di Vinnatur.