5 Toscana IGP 2015

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5 è numero perfetto.

5 sono gli uvaggi in questo vino (anche se il Sangiovese fa la parte del leone, affiancato da Ciliegiolo, Mammolo, Fogliatonda e Colorino).

5 il voto - la quasi sufficienza che gli attribuì la prima volta Giovanna Morganti.

Un vino apparentemente schiacciato dal peso della popolarità del fratello maggiore Le Trame, ma che nel tempo ha saputo invece ritagliarsi un suo spazio tra chi ama vini tutto-in-un-sorso e carnosi. Buona acidità, tanto succo e godimento.

Castelnuovo Berardenga. Frazione di San Felice. Siena. Profondo sud del Chianti Classico.

Qui Giovanna Morganti conduce dalla fine degli anni '90 una manciata di ettari (3,5 ha) sottratti gelosamente allo stradominio dell'enologia industriale. E' suo padre Enzo, enologo negli anni '50 e '60, a capire le potenzialità del Sangiovese e farlo diventare e conoscere come prodotto di qualità, svecchiandolo da un'immagine popolare e contribuendo ad assegnargli la giusta dignità. Col tempo sopraggiungono gli anni del vino di massa e industriale ed il Chianti Classico diventa irriconoscibile. Negli anni '80 il padre le lascia una piccola fattoria con uliveti, chiamata Le Boncie. Qui Giovanna Morganti pianta alcune varietà storiche della tradizione toscana raccolte da vecchi vigneti: Sangiovese ma anche Ciliegiolo, Colorino, Foglia Tonda, Mammolo e Prugnolo. I terreni presentano un mix di limo (che dona al Sangiovese finezza) e argilla con alto calcare attivo (conferisce acidità). Le Boncie diventa un presidio di resistenza, contro l'industria del vino e contro un'idea di sfruttamento della terra lontano dalla vera viticultura. Pianta vigneti ad alta densità (7000 ceppi /ettaro) e ad alberello, tornando così ad un sistema di allevamento diffuso in passato e abbandonato per la difficoltà di conduzione ma ritenuto tra le poche forme che consentono maggiore sanità del legno con conseguente longevità del vigneto e maggior assorbimento di luce. Segue un lavoro di non-intervento in campo ed in cantina all'insegna di un'agricoltura naturale ispirata ai principi della biodinamica. In cantina la vinificazione è molto tradizionale con fermentazioni spontanee con lieviti indigeni per fare tesoro della ricchezza e della vita in vigna, svolte in piccoli tini aperti, senza controllo delle temperature e con macerazioni non lunghissime.

I vini di Giovanna Morganti sono veri, autentici. Ma sono soprattutto sono un atto di amore verso il proprio territorio nel tentativo di proteggerne l'integrità. Da diversi anni ha rinunciato a rivendicare la DOCG Chianti Classico per i suoi vini che vengono semplicemente classificati oggi come IGT Toscana.