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DUEMILAUNDICI Vino Rosso Merlot 2011

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Da vigne di 12 anni della microzona B (suolo calcareo-franco nei primi 60cm, poi calcare attivo), curate a mano con approccio biodinamico. Nessuna lavorazione del terreno, fertilizzazione con letame, humus autoprodotto e tisane di essenze spontanee. Difesa con rame e zolfo. Niente cimature e sfogliature. 1,1Kg di uva/pianta raccolti a giusta maturazione fenolica.

Diraspatura, moderata pigiatura e avvio fermentativo spontaneo in vasca d’acciaio. Macerazione sulle bucce di 3 settimane. Affinamento di 12 mesi in barrique, quindi di 15 mesi in vasca di acciaio: fermentazione malolattica spontanea. Niente collaggi, stabilizzazioni, filtrazioni, o correzioni di cantina; solo regolari travasi per non disturbare e svilire il potenziale energetico del vino.

Nel Mare Magnum della Franciacorta, una realtà estranea a mode e luoghi comuni. Piccoli artigiani da 7 ha e nemmeno 30 mila bottiglie, esaltano nel calice differenze e specificità di una collocazione tanto periferica, quanto unica e straordinaria (sul confine orientale della denominazione, ai Campiani di Cellatica, 400 m  s.l.m., nel  parco prottetto delle Colline di Brescia). Terreni franco calcarei argillosi e un fitto sistema di surgive sotterranee hanno restituito 13 differenti cru curati tutti a mano e con pratiche agronomiche personalizzate, per poter accompagnare le caratteristiche distintive di ogni microzona in ciascun singolo acino di uva. 11 vendemmie alle spalle e una capacità di rinnovarsi e sperimentazione costante (in proprio e all'interno di associazioni all'avanguardia su questi temi come VinNatur) hanno permesso di abbracciare i principi cardine della biodinamica e di interpretarli e rielaborarli oggi attrraverso la fisica quantistica. Artigiani e sperimentatori. Raccolgono ogni singolo cru separatamente e a bassissime rese (meno di 1kg uva/pianta) vinificando d'istinto e non secondo protocolli: i loro vini sono figli di annate, di terra e di sensibilità verso le piante. Nei metodi classici, hanno abbandonato da tempo il ricorso a dosaggi zuccherini e liqueur d'expedition o a zucchero di canna per la presa di spuma (sostituito con mosto d'uva bio). Si assemblano le basi delle cuvée in funzione delle loro caratteristiche, senza ricorsi a correzioni o artifizi per conferire al vino ciò che originariamente non ha. Con questo approccio hanno definito un nuova categoria nel metodo classico non normata: i Pas Operé che nulla condividono con i Pas Dosé (qui è semplicemente una classificazione di zucchero finale totale ma nulla si dice sul ricorso a liqueur anche non zuccherine). Da gennaio 2017 hanno abbandonato la Franciacorta (Consorzo di Tutela e Denominazione) dopo le ripetute bocciature dei loro vini ritenuti non idonei dalle commissioni perchè "troppo ricchi e complessi". Producono oggi "in libertà", scegliendo di esaltare a loro modo territorio, annata e gesto artistico ( pur attenendosi al metodo) alternando ad es. interpretazioni con affinamenti ossidativi (inconcepibili per la cultura locale) o spumantizzazioni di Cabernet Sauvignon e Merlot (uve non incluse nel disciplinare Franciacorta). La gamma che propongono è VSQ, vino spumante di qualità. Metà della produzione viene dedicata ai rossi, che rappresentano le radici e la storia della doc locale Cellatica (nata prima delle fortune franciacortine) e che dimostrano ancora una volta che ai Campiani di Cellatica le mode, le regole e gli orientamenti della regione (specializzarsi solo sui metodi classici) qui non attecchiscono. Sono vini di grande longevità in alcuni casi presentati in commercio anche dopo 10 anni di cantina.

Cà del Vént è socio di Vinnatur.