Abbazia San Giorgio

Siamo a Pantelleria.

Qui Battista Belvisi, dopo anni di lunga collaborazione con Gabrio Bini, frontman di Serragghia e uomo immagine della diffusione dello Zibibbo nell'interpretazione secca, decide di percorrere la propria strada imbottigliando con l'inizio del 2015 le prime poche preziose bottiglie: nasce così Abbazia San Giorgio.

Poco meno di 4 ettari divisi in più parcelle nella parte sud ovest dell'isola. Una vegetazione selvatica e intensa, piante di capperi e ulivi sferzati da un instancabile vento la cui veemenza gli onnipresenti muretti in pietra cercano invano di smorzare. Una terra definitivamente intonsa ed aspra per una viticoltura faticosa, di grande rigore e rispetto. Vigne ad alberello di oltre 60 anni allevate nelle caratteristiche conche profonde sino a 50-60 cm e capaci di fungere in inverno da bacino di raccolta d'acqua e nella fase di vegetazione della pianta da schermo di protezione favorendo microclima e sintesi di aromi e suolo. Rese ridotte al lumicino, 30 q.li/ha e nessuna lavorazione estranea a ciò che la natura sancisce in vigna come in cantina. Battista Belvisi è l'uomo che ha reinventato lo Zibibbo, scommettendo sulle macerazioni come se lavorasse un vino rosso, un lungo contatto del mosto con le bucce come unico veicolo per trasmettere alla massa tutta la ricchezza di una terra e di una stagione sempre uniche. Lontano dalla veste dolce e accomodante del passito, i suoi vini bianchi sono una folata di brezza marina e vegetazione pantesca, un viaggio nella Sicilia barocca e nella pasticceria sicula trionfante di agrumi, allo stesso tempo freschi e sapidi in bocca. Grillo, Catarratto e Zibibbo: da ognuno di essi emergono macerazioni che sembrano amplificare la ricchezza delle uve, complessandole senza mai mortificarle. Macerazioni ben dosate, in equilibrio, eleganti. Battista Belvisi mostra una sensibilità e delicatezza incredibile in questi vini se ricondotta a questa terra calda, mai generosa e sempre infuocata. In altre parole ..veri capolavori di gusto.