Francesco Carfagna

Altura

Isola del Giglio. Luogo sospeso, rimasto nella memoria dei più per la tragedia della nave Concordia. Ma anche luogo dalla natura incontaminata, magico, incantato, destinato ad un turismo d'elite. Su quest'isola, da oltre 30 anni un uomo dedica la propria esistenza a preservare lo straordinario patrimonio vitivinicolo che l'isola espresse sin dal medioevo e che si è via via esaurito con la fine del secolo scorso. E' Francesco Carfagna con il suo vigneto Altura. Classe '51, cresce a Roma ma già dall'età di 9 anni inizia a passare le sue estati sull'isola. Negli anni '70 si trasferisce a Firenze per studio e qui passerà quasi una decade ad insegnare matematica al liceo. Il richiamo del Giglio è troppo forte. Lascia tutto e nel 1985 si trasferisce sull'isola. Qui dopo poco apre un piccolo wine bar - ristorante, Arcobalena. Antesignano dei vini naturali, il suo locale diviene il luogo di calici e cucina autentici e genuini. Negli anni '80 e '90 l'isola attraversa un profondo processo di abbandono delle terre, richiedono troppo lavoro, troppa fatica. Lui, che si era innamorato di questi luoghi vedendoli rigogliosi e pieni di vigne da piccolo, disattende ogni consiglio ed in controtendenza rispetto a vecchi contadini del posto, nel 1999 acquista dal vicino quasi 5 ettari di terra abbandonata (di cui 3 vitati), tutta su terrazzamenti, a sud dell'isola, verso Punta Capel Rosso a picco su una scogliera a 200 m slm. Impiega 5 anni per ripristinare le vigne e altrettanti per rimettere in sesto i muretti a secco. Faticosamente e rigorosamente a mano. Recupera l'Ansonica (uva autoctona dell'isola) e il Sangiovese attraverso selezioni massali. Impianta ad alberello, con densità fittissime (oltre 8000 ceppi/ha). Gran parte delle vigne ha 30 anni, altre hanno oltre 60 anni, con radici profonde che cercano la loro via tra rocce di granito, spazzate da vento, salsedine e sabbia. Altura è  luogo dal contesto intatto, circondato dal mar Tirreno, con giorni di sole e caldo attenuati dalle brezze marine, con una vegetazione mediterranea rimasta in equilibrio nel tempo, habitat ideale per un'uva dalla buccia spessa e resistente alle calde temperature estive e alla siccità. Il vino che Francesco ottiene non potrebbe che essere vivo, vero e franco, senza manipolazioni. L' isola, il mare e tutto il suo amore per questo luogo, sono racchiusi nelle sue bottiglie che, seppur pochissime (poco meno di 6000), sono destinate a viaggiare per il mondo raccontando tutta la ricchezza ed unicità di questa terra, un tempo nota soprattutto per i suoi vini. 

 

Vuoi rimanere informato su vini e cantine in offerta? Iscriviti a Decanto!