Giammarco Antonuzzi

Corvagialla

Siamo a Lubriano, in provincia di Viterbo a metà strada tra il lago di Bolsena e Orvieto. Non siamo molto lontani da Sugano (Ajola), da Gazzetta (Gazzetta) o da Gradoli (Andrea Occhipinti), luoghi che nel giro di pochi anni hanno saputo esprime giovani e convincenti  vignaioli capaci di riconsegnare dignità e visibilità a queste terre. A Lubriano, Beatrice Arweiler ci giunge per caso agli inizi degli anni 2000. Un caro amico l'aveva invitata nella sua casa di campagna, appena ristrutturata. Il luogo, non molto lontano da Roma, è ricco di storia e rilassante. Nella proprietà dell'amico vi è un vecchio rudere. Beatrice decide di acquistarlo con i 4 ettari di terra di pertinenza ed inizia a ricostruirlo. Diventa un buen ritiro per il week end. All'inizio del 2007, il grande salto. Prende la decisione di abbandonare Roma e di trasferire la propria vita qui a Lubriano, recuperando la tradizione di famiglia che vedeva il nonno ed i bisnonni viticoltori in Renania e gli zii coltivatori di luppolo in Baviera. La casa di Lubriano diventa il fulcro di un esistenza che inizia a ruotare attorno a terre a seminato, ulivi, un orto, galline, oche e con il tempo asini e capre. In un piccolo fazzoletto di terra sottratto agli animali e agli ulivi, Beatrice decide di impiantare infine una vigna. I nonni avrebbero apprezzato. Incontra Gian Marco Antonuzzi (Le Coste di Gradoli): quando si dice la persona giusta al momento giusto nel posto giusto. I vini e la viticoltura di Gian Marco sembrano essere la proiezione di ciò che ha in testa Beatrice. Decidono di collaborare. Impiantano così 1 ettaro di vigna con varietà autoctone e i primi vini sono realizzati sotto la superviosione di Gian Marco. Nel frattempo Beatrice termina di costruire la propria cantina e ottiene la certificazione biologica con BioAgricert. E' il 2018.

 

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