Fausto Andi

Moriano, frazione di Montù Beccaria. Oltrepò Pavese. In una manciata di chilometri, distanti poco più di una decina di minuti l'uno dall'altro abbiamo incredibilmente la fortuna di incrociare tre delle personalità più forti del passato, del presente e del futuro di questa terra : una sorta di triangolo delle meraviglie. Lino Maga a Broni, Giorgio Mercandelli a Canneto Pavese e Fausto Andi a Moriano. Anche Fausto Andi è un vignaiolo rivoluzionario, armato sempre da sorriso ed equilibrio e da riflessioni illuminate sorrette da profondi studi in materia. Figlio di una famiglia dalla lunga tradizione vitivinicola ( suo padre e suo nonno guidavano l'azienda e la sua famiglia sin dal '600 era radicata a Moriano ), rappresenta nella compagine dell'Oltrepò Pavese da sempre uno spirito libero, che ha percorso la propria strada ascoltando tutti, confrontandosi con tutti ma seguendo infine solo le proprie idee. Innovatore, rottamatore, testardo, estremista per i più ed infine vincitore con i propri vini fuori scala, fuori convenzione ma geniali. Sostenitore del rispetto del territorio, dell'artigianalità e dell'equilibrio degli elementi nel vino che prescinde dai singoli parametri per raggiungere la massima espressione del vitigno per quella terra. Un vignaiolo artigiano, uomo pensante guidato da intuizione e capacità che non si conforma ai principi mainstream e commerciali ma segue una propria logica e coerenza adeguandosi di volta in volta con il proprio lavoro a ricercare la migliore espressione di una annata per il miglior vino possibile rendendolo di fatto irripetibile. Da sempre affamato di sapere e sperimentatore, ha attraversato la biodinamica per approcciarsi al concetto più evoluto di agricoltura organica, capace di superare i limiti inibitori del rame e dello zolfo privandosene completamente per utilizzare invece i microrganismi effettivi attivi autoprodotti. Una visione che recupera un passato in cui i fitofarmaci non esistevano, aiutando la pianta con l'utilizzo di batteri ad aumentare la propria soglia di criticità e a rafforzarsi di fronte alle malattie con il tempo. Un approccio unico, visionario, esclusivo non replicabile ed al limite del sostenibile. Forse l'unica figura del territorio di grande competenza sui vitigni autoctoni e storici del territorio, studiati e allevati nel corso delle decadi nel proprio campo sperimentale e non racchiusi in nessun disciplinare. Ispirato dai concetti di vigna paesaggista benedettina del XVI sec. dove la natura produce in una logica di equilibrio assoluto. Questo per lui è il naturale, un luogo e un pensiero dove non c'è posto per l'uomo. Solo se virtuoso, l'uomo può avvicinarsi a quella perfezione della natura. Oggi, come 50 anni fa, l'azienda vive un passaggio generazionale con l'ingresso del figlio Augusto, portatore di energia, idee, confronti e sfide. La più grande è spumantizzare un vitigno georgiano esistente solo in azienda e piantato 20 anni fa, con una doppia fermentazione in bottiglia e due sboccature, un metodo classico che non è una bolla e che sgretola le convinzioni secolari nonchè il credo di Fausto Andi che non ha mai voluto realizzare un vino spumante in Oltrepo Pavese concentrandosi invece solo sui vini fermi. Moriano è un luogo dove nulla è mai definitivo, tutto è in divenire, dove entrando si suggerisce di abbandonare le proprie convinzioni per accedere ad un sapere nuovo che fluisce in vini di grande identità e sorpresa.

 

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