Monte dei Ragni

Della Valpolicella vera sono in molti a sostenere non sia rimasto più nulla. Negli ultimi decenni la corsa all'oro e ai mercati golosi ( prima Germania, poi Stati Uniti, ora Russia ed infine Cina ) ha portato ad un incredibile moltiplicarsi di produzione, fatturati e ricchezza per i produttori locali. Si dice si sia persa l'identità e la misura. Ma se cercate un paradigma di coerenza e responsabilità, Zeno Zignoli in località Marega poco dopo l'abitato di Fumane, è rimasto una delle più belle testimonianze della Valpolicella e del suo Amarone. Poco più di 6 ettari, vigne dai 35 anni in su di età, 4 tipi di terreni differenti, 12 varietà semi scomparse, terre aggrappate su muri a secco tra i 200 e 400 m slm, intervallate da alberi da frutto ( ciliegie e olive ), solcati con il suo cavallo e da altri animali, alternate a seminato ( frumento, mais, orzo, patate coltivate tra i filari), sono ormai un'enclave che Zeno è riuscito a sottrarre da una folle corsa alla crescita produttiva e allo sfruttamento della terra. Lui è rimasto fermo a 6 ettari. 6 ettari per poco più di 6000 bottiglie, s e i m i l a.

Monte dei Ragni è la terra della famiglia Ragno, che la coltiva da più di 5 generazioni. Zeno arriva qui nel 1997 dopo aver sposato sua moglie, proprietaria dei terreni. Lo ascolti parlare e ritorna frequente uno delle sue convinzioni più ferme: "la terra bisogna meritarsela". Ogni gesto, pensiero, scelta o atto che Zeno abbia compiuto negli anni, è stato pensato nel rispetto della sua terra, secondo un rapporto etico bidirezionale di dare-avere e mai egoistico. Zeno non parla mai di vino. Non ritiene ce ne sia bisogno: è il vino che parla da sè di sè -  sempre che abbia qualcosa da dire. Ama parlare solo di agricoltura. A lui interessa la terra ed è qui che si trova tutto il suo entusiasmo. Uomo orgoglioso di ogni scelta compiuta, è sereno per aver ottenuto solo ciò che servisse e fosse sufficiente ad essere felice, rifuggendo un modello attualissimo dell'accumulo. Le sue decisioni, onerose, lo hanno spesso isolato, portato ad essere deriso, perchè auto-esclusosi dalla grande abboffata alimentata dalle valutazioni stellari delle bottiglie di Amarone. Ha sempre detto no, "questa è finanza", non il suo mondo. E' nato piccolo, ha deciso di rimanere piccolo, senza stravolgimenti e senza compromessi, senza tradire quell' investitura che nel passato veniva concessa a pochi che avevano l'onere e l'onore di coltivare la terra nell'interesse della comunità.

Produce un Valpolicella, un Amarone, un bianco da uve Garagnega ( in continua sperimentazione verso un'identità definitiva - perchè non ha coraggio di estirpare le piante vecchissime ) ed un Ripasso sporadicamente. Vini naturalissimi, veri ed ancorati alla tradizione, che non hanno seguito mode ed umori del mercato. Pietre miliari.