Selvadolce

Risalendo la strada dal paese di Bordighera, spalle al mare e sguardo alle Alpi Marittime, si raggiunge Tenuta Selvadolce. Siamo appena sopra il borgo, sulle prime colline. Da qui si domina il mare e si tocca la Francia, il confine è a meno di 20 km. Questa è la Riviera dei Fiori, un luogo incantato e baciato da sole e brezze e da un clima mite tutto l'anno. Era l'attività principale di queste terre : coltivare fiori. Poi il mondo globale ha cambiato le regole, premiando regioni dalle colture intensive con economie di scala e costi decrescenti. La famiglia di Aris(tide) Blancardi era in questo settore da più di un secolo. Aris si forma come veterinario ( per cavalli ), studia a Boston, poi nei primi anni Duemila si trova all'improvviso a dover prendere in mano le sorti dell'azienda floricola di famiglia pensando a come migliorarne le sorti attraverso metodi alternativi di coltivazione. Si iscrive per curiosità ad alcuni incontri di orticoltura biodinamica nelle Langhe. Si parla anche di viticoltura. Decide di partecipare ad entrambi avendo una piccola vigna nella proprietà impiantata dal nonno ma mai utilizzata ( nè lu nè la sua famiglia sono bevitori di vino). Senza conoscere nulla di questa materia, si troverà a dialogare con Nicolas Joly, l'incontro è fulminante. Al suo rientro la Tenuta si dedicherà alla produzione di vini abbracciando i principi della biodinamica. Aris si trasforma in un enologo non interventista, fautore degli equilibri e della forza della natura. Comprende l'importanza della vitalità di un suolo assistendo alla rinascita dei propri terreni dopo anni di trattamenti di ferro per i fiori. Riscopre la  biodiversità, le fioriture spontanee, la vita nella terra. Nella sue vigne che guardano il mare alleva Vermentino, Pigato ( piantati dal nonno ) e Rossese ( piantato a 600 m slm nell'entroterra verso Dolceacqua). In cantina attende i naturali tempi di fermentazione ed evoluzione dei vini, senza paradigmi o protocolli, assecondando i ritmi e cicli della natura. I suoi vini sono incredibilmente profumati e complessi, incantevoli, onirici e armonici. Disorientano per complessità, ricordano il mare, la montagna, le essenze di campo, i fiori. Oggi lavora 7 ettari vitati, ha poco più di 10 vendemmie alle spalle, non ama i parametri analitici o la tecnica nel fare il vino, ama solo la meraviglia della vita che ogni anno gli regala vini nuovi ed emozionanti.