ponte di toi loup garou

Stefano Legnani

A Bradia, a pochi metri da Sarzana in Liguria, Stefano Legnani coltiva 1 ettaro di vigna.

Bolognese di nascita, lo è rimasto nei costumi (amante di cucina e vino e di ottima compagnia) e nello spirito (uno dei vignaioli più rilassati e divertiti del circuito dei vini naturali). Da circa 10 anni si è fermato a Sarzana, luogo natìo della moglie Monica, dopo una vita come agente assicurativo. Colonna portante di Vinnatur per tanti anni, ora balla da solo. Vera superstar - che si prende poco sul serio - è idolatrato in Italia come all'estero, ed il Giappone è una seconda patria. Il risultato è che i suoi vini (meno di 4000 bottiglie di Vermentino dall'appezzamento di proprietà e 6000 bottiglie in uvaggio ottenute da vigne abbandonate o gestite da contadini) scompaiono appena imbottigliati. Viticoltura supernaturale, non utilizza nulla in campo nè in cantina; opera con lombrichi per la lavorazione del sottosuolo, ricorre a sovesci e pacciamature per il suolo e non utilizza acluna sostanza di sintesi. Mai. Nè in campo nè in cantina. Raccolta dell'uva quando a piena maturazione solo attraverso l'assaggio, macerazioni e fermentazioni spontanee. Non filtra, non chiarifica, non stabilizza. Ciò che va in bottiglia è un'interpretazione del Vermentino più vera, più "uvosa", c'è pienezza e veracità. Vini che sanno di mare e di vegetazione del Levante. Un Vermentino fatto da un amante dei grandi vini macerati sloveni e friulani, che è stato in grado da subito di mantenere ed esaltare eleganza e varietale (cosa non da tutti nei macerati) maneggiando con cura una pratica non facile. Un enfant prodige, verrebbe a dire...