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GRIDDU VERDE Vino Bianco 2019

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Pierpaolo Badalucco è un vignaiolo esigente e caparbio. Questo Griddu Verde è una bottiglia straordinaria ed esce dopo tante prove e vasche a volte non destinate al commercio perchè non soddisfacenti ai suoi occhi.

Dalla vigna di Contrada Triglia sul mare, uve Grillo (la tradizione di Marsala) e Verdejo (vitigno a bacca bianca spagnolo) raccolte a settembre, macerate 10 giorni sulle bucce, fermentate spontaneamente con i propri lieviti e affinate in legno per un bianco solare, barocco, minerale e marino.

 

Petrosino, provincia di Trapani. Un piccolo paesino sul mare tra Marsala e Mazara del Vallo.

Pierpaolo Badalucco, poco più che ventenne, presa la laurea, parte alla volta di Madrid per un corso di perfezionamento. Qui incontra Beatriz che diventerà sua moglie. Dopo qualche anno decide di far rientro a casa in Sicilia e di salvare i vigneti di famiglia (4 ettari ed un oliveto) che il padre poco alla volta sta alienando non potendo più gestirli direttamente. Il loro progetto è quello di impiantare uvaggi spagnoli in terra di Sicilia e tracciare un ponte ideale e culturale tra le due terre.

Pierpaolo, che rappresenta la quarta generazione di produttori di vino Marsala, porterà in dote la conoscenza dei legni (in nessun vino viene utilizzato l'acciaio se non per la parte di fermentazione tumultuosa) e soprattutto la tradizione, continuando ad esempio la pressatura con i piedi e l'assenza di qualsiasi tipo di tecnologia, ma anche come lavorare sui tagli delle masse e gestire le ossidazioni etc..

Beatriz rappresenterà se stessa in azienda attraverso la scelta di impiantare varietà spagnole, in primis il Tempranillo, varietale tipico della Rioja nella Spagna settentrionale.

La grande particolarità di questa cantina è quella di sperimentare blend siculi-spagnoli in assenza totale di “chimica-laboratorio”. E i vini sembrano sempre più avvicinarsi ai sapori dei vini che il nonno di Pierpaolo faceva un tempo. Beatriz li rende “unici” e inequivocabili con le sue uve spagnole.

Pierpaolo ama definire la cua coltivazione “Bio-limitata”. Trattamenti e lavorazioni solo se necessario (nonostante annate dimezzate da errori). Qualcosa di Bio-dinamica. Zero o quasi zero analisi. Solo conoscenza sensoriale delle uve e dei vini.

In cantina, l’unica tecnologia è il freddo in fase tumultuosa. I tempi in cantina si allungano tantissimo, creando un legame con il passato, ma soprattutto un nuovo equilibrio dei vini che non si può avere con i tempi delle tecnologie moderne.

Pierpaolo Badalucco con la sua azienda Dos Tierras è socio di Vinnatur.

 

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