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IO CAMMINO DA SOLO Colli Tortonesi DOC Timorasso 2012

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Il vino che da subito ci ha sorpreso e catturato di più di tutta la gamma di Daniele Ricci. Un orange con ossidazione sfacciata ma ben integrata, morbido, elegante e di grande intensità. Una interpretazione capace di dimostrare la grande versatilità e longevità di questo varietale nel tempo. Vinificato con macerazione di 100 giorni sulle bucce in anfore interrate di terracotta (provenienza Impruneta) e  affinato di 12 mesi in legni di castagno. Un ulteriore anno in bottiglia precede la commercializzazione. Da bere rigorosamente a temperatura ambiente.

Costa Vescovato.

Sud di Tortona, Colli orientali del Piemonte, dove le prime colline si mischiano con gli Appennini segnando il passaggio dalla Lombardia e dal Piemonte alla Liguria. Terra di marne calcaree bianche e argillose, una volta terra periferica e di passaggio verso aree più blasonate per i rossi.

Oggi è l'Eldorado del Timorasso. Qui Walter Massa realizza il miracolo di resuscitare in 30 anni un'uva "minore" destinata a scomparire. Viene reimpiantata e preservata. La sua sarà una scommessa vincente. Di Massa conosciamo l'exploit e le bottiglie sono note ai più. La storia di Daniele Ricci invece incomincia con il nonno che acquista nel 1929 Cascina San Leto impiantando 6 ettari a Barbera, Croatina e Timorasso dedicandosi però prevalentemente ad allevare gli animali. Il padre costruirà negli anni la cantina ma quando Daniele entra in azienda alla fine degli anni '80, il karma del Timorasso sembra già essere irrimediabilmente segnato: diversi sono i produttori che stanno estirpando. Daniele deve necessariamente integrare le proprie entrate con un altro impiego. Ma agli inizi degli anni 2000 compie la sua scelta: abbandona il suo impiego e dedice di dedicarsi totalemente alla terra di famiglia. Un atto di rispetto per sè, per il nonno e per storia della Cascina. Reimpianta e scommette sul Timorasso. A guardarlo oggi, anche a questo atto è d'obbligo ricondurre una parte di quel fondamentale rinascimento che ha conosciuto negli ultimi anni questo varietale. Converte 8 ettari a regime biologico ma soprattutto sviluppa una propria lettura della gestione della vigna e della cantina per realizzare un vino dall'identità unica. Macerazioni, fermentazioni spontanee, nessun controllo delle temperature, scarso ricorso a solfiti, botti grandi di acacia (o recentemente anfore su cui testare le capacità di invecchiameto) e lunghi affinamenti diventano la negazione di quel paradigma vincente ed ormai imperante che ha portato nel tempo il Timorasso alla popolarità. I vini di Daniele Ricci sono lontani da quell'immediatezza dei più, sono assolutamente più intimi e da attendere (abbiamo assaggiato bottiglie del 2001 in straordinario stato di grazia), mostrano colori e profumi evoluti, intensi ed coinvolgenti. Una lettura al naturale del Timorasso, una interpretazione altra che a nostro parere svela ancor più le grandi potenzialità e longevità  di questa uva dalla buccia sottile, aromatica, di buona acidità ma lenta a maturare e a concedersi.

 

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Punteggio 6600

Enofilo

Data degustazione

Ricci | Piemonte

Da Timorasso in purezza, un orange macerato in anfora, abbastanza limpido, colore giallo dorato, consistente, al naso sentori di albicocca e agrumi, minerale, in bocca intenso e persistente. Da provare

Fruttato 4
Floreale 3
Vegetale 3
Minerale 3
Speziato 2
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Punteggio 6425

Enofilo

Data degustazione

Floreale 4
Minerale 4
Vegetale 2
Speziato 2
9.50/10 2