LALENA Vino Rosato

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Ottenuto da pressatura diretta di uve Montepulciano in parte con i raspi. Fermentazione in acciaio del solo mosto fiore (non viene torchiato). Una volta travasato, non viene più mosso fino a poco prima dell'estate. Senza solfiti aggiunti. Il nome è un omaggio alla figlia Lena. Solo 540 bottiglie.

L.01.19

Colle Florido. Spoltore.

Alle spalle di Pescara, abbandonato il mare, addentrandosi tra le prime colline, Andrea Ugolotti ha eletto il proprio buen ritiro. Andrea è una figura che molti non conosceranno, ma che ha dato tanto, tantissimo a questo mondo di vini al naturale. Un ragazzo che mi ha sempre colpito per il suo sguardo vitale, curioso, vivo. Un uomo di scelte. Forti, nette. Ha calcato i migliori ristoranti stellati d' Europa edificando talento e professionalità con una dedizione totale al mondo della ristorazione. Ha viaggiato tra Italia, Francia (Borgogna, Bretagna, Provenza), Inghilterra e Scozia. Ha affiancato nel servizio di sala i migliori chef stellati (fam. Santini, Olivier Roellinger, Serge Meloni, Antonio Guida, Lorenzo Cogo, Fam.Damini, etc), impregnandosi della loro vita, delle loro esperienze, della loro umanità e professionalità. Ha incontrato grandi uomini, ha corso con loro per un tratto della loro vita per poi inevitabilemente separararsene e continuare a tracciare, libero, la propria traiettoria. Scelte. Dopo aver consigliato, bevuto, condiviso bottiglie per anni, decide di entrare nel mondo del vino abbandonando quel contenitore fatto di forma e lusso ed entrarci dal basso. Si trasferisce a Montalcino e nascerà il rapporto con Soldera. Ma anche con Marino Colleoni, che lo porta a frequentare l'ambiente di Vinnatur. Negli appuntamenti di Villa Favorita gli vengono assegnate le conduzioni delle degustazioni più importanti, Andrea è attendibile, competente, mai banale nelle sue esposizioni. Svanisce di nuovo, perchè il suo percorso non è ancora giunto al termine. Scelte. Lo ritrovo in Abruzzo. In un luogo di armonia, sulla cima di una collina. Qui ha deciso di mettere radici. Recupera la casa dei genitori della sua compagna Daniela, che nel frattempo ha abbandonato Parigi dove era architetto, nasce loro una bellissima bimba. Questa è la terra dove ha scelto di fermarsi. Un vecchio trattore, una fiat Panda, poche vecchie botti esauste, il garage come dimora delle piccole vasche di fermentazione e affinamento, dalla porta che separa il garage-cantina, si accede in cucina. In pochi metri ha concentrato tutta la sua vita (futura). Scelte. E i suoi vini, in una terra di giganti, sono delicati e senza costruzioni. Vini in punta di piedi li definirei, così il suo stile ogni volta che è apparso e svanito in questo mondo. Vini fatti senza curarsi degli altri, delle mode, delle etichette. Ha chiuso un cerchio; lo ha comunicato, bevuto e condiviso, ora ha scelto di produrlo, colmando a mio parere quell'ultima grande distanza che separa chi il vino lo fa e chi ne parla. La scelta più difficile, ma è il senso di un amore vero e totale.

 

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