ROSEMARIE Vino Rosato 2019

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Rosato dedicato alla moglie di Andreas, ottenuto da uve 15% Cabernet Sauvignon (dal vigneto Barleith) e 85% Merlot provenienti da un impianto di 0,5 ha di oltre 20 anni in località Feld a 270 m slm in prossimità del lago di Caldaro su suoli ricchissimi di scheletro. Fermentazione spontanea in anfora e sosta sulle fecce fini per 10-11 mesi prima dell'imbottigliamento. Solo 1000 bt. ricercatissime.

Caldaro, Bolzano. Una terra unica caratterizzata da clima mite ed un caleidoscopio di suoli di antichissima formazione: uno dei luoghi del vino più iconici dell' Alto Adige, ovunque conosciuta per la sua cantina sociale, 650 soci conferitori per oltre 500 ha di vigneti. Un paese, un luogo, una vocazione: il vino. Ed un vitigno principe: la Schiava, che su questi terrazzamenti aggettati sul lago si presenta con buona acidità e basso tenore tannico, favorita dalle temperature fresche notturne e calde diurne. Un luogo luminoso e rigoglioso, condotto con amore e ordine dalla gente del posto. Qui il bio è una conditio sine qua non, una condizione minima, uno stile di vita. Andreas Dichristin eredita l'azienda agricola oltre 30 anni fa. Dopo una prima esperienza di conferimento alla Cantina di Caldaro decide di lavorare in autonomia le proprie uve. Abbraccia la biodinamica, quando ancora nessuno sapeva cosa fosse e una certificazione bio poteva bastare. Estirpa tutte le vigne di Schiava (ritenuta troppo delicata e bisognosa di molti interventi) per impiantare Sauvignon Blanc, Viogner, Cabernet Sauvignon / Franc e Merlot: uve internazionali distribuite su 3 ettari dislocati in 3 differenti vigne. Non basta, deciderà di vinificarle per lo più in anfora. Un uomo di poche parole ma indubbiamente dalla scelte forti e di carattere! Realizza un modello di maso a ciclo chiuso: vigna - animali - seminato (farro e mais) - uomo. Siamo solo agli inizi degli anni 2000 e Andreas precorre - lontano da mode - ciò che si diffonderà 10 anni più tardi. Dopo quasi vent'anni di esperienza la sua grandezza sta nella forza delle sue parole " sono un contadino, non un enologo ". Un'affermazione che stride con la perfezione e regolarità dei vini tecnologici di questo territorio e con il talento enologico-interventista espresso dagli artefici del successo della Cantina di Caldaro, rimettendo al centro di tutto la terra. E' verso questa che sviluppa la propria sensibilità, vero patrimonio di Andreas, qualcosa che non si trova nei testi, ma nella capacità di osservare e comprendere le leggi e i processi della natura. Una ricchezza che non risiede nelle conoscenze ma nel ritorno ad un pensiero semplice e ad atti guidati dall'anima. Capire la natura senza sapere. Una visione olistica di agricoltore e maso, dove tutto sia in equilibrio in uno stretto rapporto di relazione. Vitalità è il suo imperativo. Così ogni gesto in vigna è finalizzato ad esaltare la forza e l'energia del suolo per ottenere frutti vivi e pieni di carattere. Un lavoro in armonia per creare salute piuttosto che per combattere malattie. Nello svolgersi della stagione le sue vigne vedono alternarsi tisane di ortica, di camomilla e di equiseto integrate da cornoletame e cornosilice. E le pecore, impegnate a mangiare l'erba nei vigneti, produrranno prezioso letame destinato a rientrare nel ciclo di fertilizzazione dei terreni. Andreas è un vero custode della terra, fedele ad un' idea minimalista di intervento che trova il suo culmine in cantina dove le uve raggiungono un equilibrio con soste sulle bucce di mesi e affinamenti di anni in anfore spagnole o botti grandi, assecondando ancora una volta con grande coerenza il ritmo spontaneo della natura..