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AMARONE Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2012

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Ottenuto da uve Corvina (70%) e Rondinella (30%) da vigne degli anni '50, selezionate e appassite in un fruttaio naturalmente. Il tralcio della vite che tiene il grappolo viene legato ad una rete verticale per favorire la caduta degli acini non abbastanza robusti da sopportare l'appassimento. Ventilazione naturale senza ventole. Fermentazione spontanea e affinamento in tonneaux nuovi francesi da 500 l. Imbottigliato a novembre 2016, è l'ultimo Amarone prodotto sino all'annata 2015 (Zeno non ha prodotto la 2013 e la 2014, annate piovose e non qualitative, destinando l'uva al Valpolicella Classico Superiore). Grande bottiglia, succosa e già piena di tensione e vitalità.

Della Valpolicella vera sono in molti a sostenere non sia rimasto più nulla. Negli ultimi decenni la corsa all'oro e ai mercati golosi (prima Germania, poi Stati Uniti, Russia ed infine Cina) ha portato ad un incredibile moltiplicarsi di produzione, fatturati e ricchezza per i produttori locali. Si dice si sia persa l'identità e la misura. Ma se cercate un paradigma di coerenza e responsabilità, Zeno Zignoli in località Marega, poco dopo l'abitato di Fumane, è rimasto una delle più belle testimonianze della Valpolicella e del suo Amarone. Poco più di 6 ettari, vigne dai 35 anni in su di età, 4 tipi di terreni differenti, 12 varietà semi scomparse, terre aggrappate su muri a secco tra i 200 e 400 m slm, intervallate da alberi da frutto (ciliegie e olive), solcati con il suo cavallo e da altri animali, alternate a seminato (frumento, mais, orzo, patate coltivate tra i filari), sono ormai un'enclave che Zeno è riuscito a sottrarre da una folle corsa alla crescita produttiva e allo sfruttamento della terra. Lui è rimasto fermo a 6 ettari. 6 ettari per poco più di 6000 bottiglie, s e i m i l a.

Monte dei Ragni è la terra della famiglia Ragno, che la coltiva da più di 5 generazioni. Zeno arriva qui nel 1997 dopo aver sposato sua moglie, proprietaria dei terreni. Lo ascolti parlare e ritorna frequente uno delle sue convinzioni più ferme: "la terra bisogna meritarsela". Ogni gesto, pensiero, scelta o atto che Zeno abbia compiuto negli anni, è stato pensato nel rispetto della sua terra, secondo un rapporto etico bidirezionale di dare-avere e mai egoistico. Zeno non parla mai di vino. Non ritiene ce ne sia bisogno: è il vino che parla da sè di sè -  sempre che abbia qualcosa da dire. Ama parlare solo di agricoltura. A lui interessa la terra ed è qui che si trova tutto il suo entusiasmo. Uomo orgoglioso di ogni scelta compiuta, è sereno per aver ottenuto solo ciò che servisse e fosse sufficiente ad essere felice, rifuggendo un modello attualissimo dell'accumulo. Le sue decisioni, onerose, lo hanno spesso isolato, portato ad essere deriso, perchè auto-esclusosi dalla grande abbuffata alimentata dalle valutazioni stellari delle bottiglie di Amarone. Ha sempre detto no, "questa è finanza", non il suo mondo. E' nato piccolo, ha deciso di rimanere piccolo, senza stravolgimenti e senza compromessi, senza tradire quell' investitura che nel passato veniva concessa a pochi che avevano l'onere e l'onore di coltivare la terra nell'interesse della comunità.

Produce un Valpolicella, un Amarone, un bianco da uve Garagnega (in continua sperimentazione verso un'identità definitiva - perchè non ha coraggio di estirpare le piante vecchissime) e sporadicamente un Ripasso. Vini naturalissimi, veri ed ancorati alla tradizione, che non hanno seguito mode ed umori del mercato. Pietre miliari.

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