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LA SUPERIORA Bardolino Classico Superiore DOCG 2018

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Dalla parte più alta ed esposta del vigneto in Pastrengo (180 m slm) il Bardolino Superiore, uno dei vini a cui Daniele è più legato per le potenzialità di evoluzione. Ottenuto da Corvina, Rondinella, Molinara e Sangiovese da una vigna di solo 1 ettaro impiantata a guyot nel 2010 con i suoli più magri caratterizzati dalla maggior presenza di calcare e sassi rispetto al resto degli appezzamenti aziendali. Fermentazione spontanea in cemento con macerazione sulle bucce per 1 mese, imbottigliamento a fine agosto ed affinamento di 6 mesi in botte e di 1 anno in bottiglia. 

Siamo a Calmasino, piccolo comune sulle colline tra Bardolino e Lazise. Una vecchia dimora di campagna che non fa mistero dei segni di un passato legato alla tradizione enologica di questa terra, il lago di Garda così vicino che sembra di toccarlo, una brezza fresca che rende il sole mite. Villa Calicantus racconta la determinazione di Daniele e sua moglie Chiara, che ritornano alla terra del nonno di Daniele recuperando un racconto interrottosi negli anni '70, dopo oltre 1 secolo di produzione di rosso Bardolino, con la morte di quest'ultimo. Dopo vari tentativi di vendita dell'immobile e dei terreni circostanti, Daniele finisce per ereditare la vecchia cantina abbandonata e decide di ritornare alla lettura originaria di questa denominazione. Siamo agli inizi degli anni 2000 : la sponda veronese del Lago di Garda si è ormai conformata da più di 20 anni ad un gusto dettato dai turisti stranieri che l'affollano d'estate. Vini tecnologici frutto di un'enologia invasiva, lavorati su alte rese, con sistemi di allevamento produttivi, snaturati nella loro fisionomia originaria,vinificati in acciaio e affinati velocemente, dalle colorazioni profonde, dal gusto dolcino e sufficientemente alcolici per intercettare un mercato facile e redditizio. Ma il vero Bardolino è altro. L'idea di Daniele è un vino da affinamento, che recuperi il senso virtuoso del legno, il valore delle vecchie pergole (gran parte dei suoi impianti sono degli anni '60) e una viticoltura sana e attenta alla qualità, guidata da basse rese in vigna (40-50 q.li/ha contro i 110 qli della denominazione) e senza manipolazione in cantina (fermentazioni spontanee, cemento e legno). Quasi 8 ettari vitati circondati da ulivi e piccoli boschi, suddivisi in tre zone : una appena sopra Bardolino, a 160 m slm,  caratterizzata da un suolo morenico più ricco, con pochi sassi e poco calcare, da cui produce il Bardolino Classico, il Chiaretto ed il rifermentato Soracuna, un'altra di 1 ettaro intorno alla casa a 180 m slm, molto ventilata, con un suolo morenico piu povero, con piu sassi e più calcare, con 5 fazzoletti di terra estremamente differenti che guardano ad ovest il Lago di Garda e a nord il Monte Baldo, dove si fa riserva AVRESIR ed una terza vigna a Pastrengo a meno di 2 km di distanza a 180 m slm, con più sassi e più calcare da cui ottiene il Bardolino Superiore. Il suo motto è "ogni vigna ha il suo vino, ogni vino ha la sua vigna". Vini parcellari, con le stesse varietà (Molinara, Corvina e Rondinella) impiantate in ciascun appezzamento, in grado di esprimere le differenze di suolo e le sfumature dell'annata, mantendo inalterato il lavoro in cantina per ognuno di essi. 5 vini, poco meno di 30 mila bottiglie all'anno, da una delle cantine più piccole della denominazione capace di restituire prodotti sinceri ed autentici come è difficile trovarne in questa zona, delineati da frutto, grazia, eleganza e bevibilità.