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PECORANERA Vino da Tavola 2004

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garagista

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Blend da uve rosse, principalmente 75% Freisa, poi 10% Barbera, 10% Dolcetto e 5% Merlot. Contravvenendo alla ormai consuetudine di Guido di lavorare varietali in purezza (da qui il nome del vino) è un mix di tannino (Freisa), freschezza (Barbera), morbidezza ed intensità (Merlot), lavorato secondo lo stile della Tenuta. Fermentazioni spontanee, macerazioni sulle bucce, affinamento in botte e poi un lunghissimo invecchiamento in bottiglia. Dopo il vino di esordio targato 2003, ecco la seconda realizzazione di questa idea, riposta in cantina per almeno 10 anni. Il risultato è un vino eclettico, dove l'alcol detta la statura, il tannino asciuga la bocca e la Barbera dona vitalità.

Gamalero. Alessandria. Monferrato.

Tenuta Grillo è la creatura di Guido ed Igiea Zampaglione. Guido, studi in economia a Napoli ed in viticoltura ed enologia a Piacenza, è figlio di Zerina e Pierluigi Zampaglione, coltivatori di cereali da generazioni in Irpinia a Calitri (AV). Da piccolo si avvicina al mondo del vino partecipando alle vendemmie della proprietà della famiglia di sua madre ad Ischia. Nel 2003 arriva a Gamalero, dove con la moglie Igiea Adami (laurea in storia moderna a Torino e master in economia e politica agraria e produttrice di riso con l'azienda Beni di Busonengo) rileva la tenuta dopo aver cercato per diversi anni il luogo ideale dove realizzare la propria idea di vino. Acquista, con l'aiuto dei genitori e dello zio, 32 ettari di proprietà di cui 17 vitati, gestiti da sempre con approccio contadino, vero bio, senza interventi invasivi e ricorso alla chimica, impiantati su suoli sabbiosi e drenanti capaci di conferire alle uve potenza e con il tempo finezza ed eleganza. Le uve sono Cortese, Freisa, Barbera e Dolcetto (anche Sauvignon e Chardonnay). Pensa a vini dai grandi affinamenti, longevi, ma mai monolitici. Sulla propria strada incontra Giulio Armani (La Stoppa, Denavolo), deus ex-machina delle macerazioni piacentine, ne rimane influenzato. Agli inizi degli anni 2000, è tra i primi a produrre rossi e soprattutto bianchi da lunga macerazione in Piemonte. L'idea di Guido è di estrarre la parte virtuosa dell'acino con la sosta sulle bucce; comprende i limiti di tanti vini che tendono ad assomigliarsi per tempi di raccolta troppo avanzati e affinamenti in contenitori spesso non corretti. Decide di concentrarsi su solo 5-6 ettari della proprietà, lavorando le uve migliori e vendendone il resto. Questo approccio gli permetterà di tenere vini fermi in cantina per 7-8 anni prima della loro presentazione sul mercato. Fino all'annata 2009 sarà anche l'autore di uno dei Fiano più identitari della Campania, il Sancho Panza prodotto con la cantina di famiglia, Il Tufiello. Che sia in Irpinia o in Piemonte, tutta la gamma di Guido è un inno ad ogni singolo varietale, lavorato in purezza, secondo l'annata ed esaltato dal tempo.

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Punteggio 475

Novello

Data degustazione

Fruttato 4
Speziato 4
Floreale 3
Minerale 3
9.00/10 1