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TAMERLANO Vino Bianco 2015

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100% Chardonnay dalle vigne più vecchie della proprietà, raccolto a piena maturazione. Breve macerazione sulle bucce, pressatura e sedimentazione del mosto per gravità. Fermentazione da lieviti indigeni e affinamento per 11 mesi in barrique su fecce totali. Assemblaggio con 15% di base spumante per ravvivarne l'acidità, limitata da luglio e agosto caldi e scarsi nelle precipitazioni. 

Un vino che supera, con l'annata 2015, i limiti del pur straordinario Tamerlano 2011. Prodotto solo nei grandi millesimi, in questa edizione si presenta delicato ed elegantissimo, teletrasferendoci con fermezza tra i grandi bianchi francesi. Quando ormai eravamo convinti che questa fosse terra di bollicine, ancora una provocazione a scardinare le nostre certezze. Cambiano i colori, le tipologie, le vendemmie ma quel poco che esce dal cappello ogni anno è una freccia destinata sempre a far centro. 814 bottiglie per chi ama mischiare le carte e dimostrare che a bottiglie coperte, nulla è definitivo.

Nel Mare Magnum della Franciacorta, una realtà estranea a mode e luoghi comuni. Piccoli artigiani da 6,5 ha e nemmeno 30 mila bottiglie, esaltano nel calice differenze e specificità di una collocazione tanto periferica, quanto unica e straordinaria (sul confine orientale della denominazione, ai Campiani di Cellatica, 400 m  s.l.m., nel  parco prottetto delle Colline di Brescia). Terreni franco calcarei argillosi e un fitto sistema di surgive sotterranee hanno restituito 11 differenti cru curati tutti a mano e con pratiche agronomiche personalizzate, per poter accompagnare le caratteristiche distintive di ogni microzona in ciascun singolo acino di uva. 13 vendemmie alle spalle e una capacità di rinnovarsi e sperimentazione costante (in proprio e all'interno di associazioni all'avanguardia su questi temi come VinNatur) hanno permesso di abbracciare i principi cardine della biodinamica e di interpretarli e rielaborarli oggi attrraverso la fisica quantistica. Artigiani e sperimentatori. Raccolgono ogni singolo cru separatamente e a bassissime rese (meno di 1kg uva/pianta) vinificando d'istinto e non secondo protocolli: i loro vini sono figli di annate, di terra e di sensibilità verso le piante. Nei metodi classici, hanno abbandonato da tempo il ricorso a dosaggi zuccherini e liqueur d'expedition o a zucchero di canna per la presa di spuma (sostituito con mosto d'uva bio). Si assemblano le basi delle cuvée in funzione delle loro caratteristiche, senza ricorsi a correzioni o artifizi per conferire al vino ciò che originariamente non ha. Con questo approccio hanno definito un nuova categoria nel metodo classico non normata: i Pas Operé che nulla condividono con i Pas Dosé (qui è semplicemente una classificazione di zucchero finale totale ma nulla si dice sul ricorso a liqueur anche non zuccherine). Da gennaio 2017 hanno abbandonato la Franciacorta (Consorzo di Tutela e Denominazione) dopo le ripetute bocciature dei loro vini ritenuti non idonei dalle commissioni perchè "troppo ricchi e complessi". Producono oggi "in libertà", scegliendo di esaltare a loro modo territorio, annata e gesto artistico ( pur attenendosi al metodo) alternando ad es. interpretazioni con affinamenti ossidativi (inconcepibili per la cultura locale) o spumantizzazioni di Cabernet Sauvignon e Merlot (uve non incluse nel disciplinare Franciacorta). La gamma che propongono è VSQ, vino spumante di qualità. Metà della produzione viene dedicata ai rossi, che rappresentano le radici e la storia della doc locale Cellatica (nata prima delle fortune franciacortine) e che dimostrano ancora una volta che ai Campiani di Cellatica le mode, le regole e gli orientamenti della regione (specializzarsi solo sui metodi classici) qui non attecchiscono. Sono vini di grande longevità in alcuni casi presentati in commercio anche dopo 10 anni di cantina.

Cà del Vént è socio di Vinnatur.

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