Reyter

Raggiungere Reyter a Gries, frazione di Bolzano, è uno stupendo viaggio accompagnati da maestose montagne che segnano in maniera netta e decisa queste valli, piacevolmente ricamate da vigneti e impreziosite da antichi masi. Stradine dolci e mosse tagliano vigne e frutteti, aprendo scenari romantici e delicati. Avvicinandosi ai margini della città, gli edifici si fanno più fitti, ci si infila in una stradina stretta e senza uscita. Eccoci al maso Reyter. Lo scorrere del cancello svela un' inattesa isola di verde, vecchi filari allevati a pergola che abbracciano tutto intorno l'intera casa. Poi appaiono Rosy e Christoph ed i loro sorrisi contagiosi e confortevoli. La struttura venne costruita nel 1988, dopo che il padre di Christoph abbandonò il proprio maso di montagna. Nasce come maso di frutteti con soli 0,3 ha di vigne vecchie di Lagrein che oggi hanno 80 anni. L'intenzione di fare vino viene agli inizi del 1996-97, dopo aver convertito a bio tutto il frutteto ed il vigneto. In quegli anni convertirsi al biologico è una scelta coraggiosa e pioniera (tuttora aziende miste con vigne e frutteti preferiscono certificare spesso solo una parte a bio mantenendo l'altra in convenzionale a garanzia di sicura raccolta e guadagni). Negli anni '90 si contano solo poche bottiglie fatte in casa. Il 2003 è l'anno della prima vera produzione. Ad assistere Christoph nella vinificazione è Mayr Nusserhof, abile e competente produttore certificatosi bio nel 1992 con Christoph. Dal 2009 la produzione di Reyter è realizzata avvalendosi della cantina In Der Eben di Urban Plattner, che ha accompagnato e condiviso il percorso di Christoph in questi ultimi anni. Oggi l'azienda è arrivata a circa 2,5 ettari vitati per quasi 13/15 mila bottiglie, crescendo a piccoli passi e con misura nel tempo grazie all'affitto di tre appezzamenti. Una crescita che non ha tralasciato un risvolto dalla valenza sociale: produrre ottimi vini per ottenere fiducia e stimolare i piccoli proprietari dei vigneti in affitto a sostenere la loro gestione. Dimostrare che una viticoltura differente può dare non solo vini sani ma altrettanto buoni e piacevoli. Le vigne di Caldaro/Termeno, di Tirolo e di San Paolo sono un dimostrazione vincente di modello virtuoso. Una gestione sostenibile del vigneto, il riconoscimento di un prezzo dell'uva più alto rispetto a quello corrisposto dalla cantina di Bolzano ed un contratto garantito a lungo termine. In una società dove abbandonare la tradizione di conferimento alla cantina sociale può significare non credere nella comunità, il coraggio e la determinazione illuminata di Rosy e Christoph rendono i loro vini un importante messaggio intriso di sostenibilità ambientale, di emancipazione e crescita culturale.

La gamma dei vini è concetrata per lo più sugli uvaggi della tradizione e del territorio, il Lagrein e la Schiava. Se chiedete a Christoph quale lo rappresenti di più, non avrà esitazioni a parlarvi di un'idea di Schiava da evoluzione, con profondità e allo stesso tempo freschezza e soprattutto con grande ambizione. Del resto le uve provengono da una vigna impiantata nel 1920 e sono accudite con grande cura e attenzione. Il Lagrein nella versione rossa e semi-rosata rappresenta due interpretazioni altrettanto convincenti di un varietale che lo ha accompagnato sin dall'inizio nel suo ingresso nel mondo del vino. Il 2014 è sorprendente se pensiamo all'annata tragica in tutta Italia. Completa la gamma un bianco da vitigni resistenti (Bronner e Muscaris), ancora work in progress, ma capace già di differenziarsi dai bianchi monotematici del territorio. Tutti i vini esprimono in maniera diretta un frutto franco e vero, accompagnati da freschezza ed immediatezza. Vini essenziali, mai banali, completi ed equilibrati, che non stancano mai ma soprattutto splendidamente lontani dagli stereotipi della regione.

Reyter è socio di VinNatur.

 

 

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