SEMPRE CONTROCORRENTE

Sempre controcorrente

Blec fraidei e saiber mondai.

In tempi non sospetti potevano essere nomi fantasiosi di purosangue su cui puntare all’ippodromo, ma oggi che ormai Amazon e i grandi e-commerce americani dettano gli appuntamenti massivi anche in Europa, sono diventati un imperativo alla corsa a spese pazze tra affari reali e meno attendibili, tra ghiotte occasioni per smuovere l'invenduto e una certa ansia da prestazione di consumatori che a volte rischiano di acquistare pure ciò di cui non hanno reale bisogno. Avete acquistato un’affettatrice dal prezzo imbattibile nonostante siate vegani? Non avete resistito ad un paio di pattini da ghiaccio pur vivendo sull’isola di Vulcano? Blec fraidei e saiber mondai sono divenuti appuntamenti collettivi e irrinunciabili. Speriamo abbiate fatto ottimi affari. Perché certe proposte erano davvero appetitose. 

 

Quanto a noi, abbiamo preferito non essere “un venerdì nero”; ci piace andare un po’ controcorrente. Così niente blec fraidei. Ma solo la nostra vecchia granitica lavagna, e le sue offerte; quelle, si, rimangono un pilastro. CONTROCORRENTE sarà anche il tema di questo mese. Quali sono i vini che vanno veramente controcorrente in un mondo ormai parkerizzato dalla California alla Puglia? Noi ne abbiamo scovati un po'. Eccoli qui:

 

Il Fric - Casebianche: ovvero, come reinterpretare l’aglianico e renderlo gioviale, sfizioso, scanzonato. Chi lo avrebbe mai pensato? Premiato quest’anno con i Tre Bicchieri dal Gambero Rosso.

 

Montemagro - Daniele Piccinin: in terra di Soave Daniele Piccinin sfida tutti con un uvaggio, la Durella, ormai quasi estinto e con vini poco piacioni e molto verticali ottenuti da uve allevate su suoli vulcanici.

 

Bizona - Tenuta Macchiarola: il primitivo è un vino tutto sole e argilla, struttura ed estrazione? Sbagliato! Nico Mangione di Tenuta Macchiarola confeziona un vino fresco, leggero, tutto-frutto-rosso e con poco poco alcool. Vino goloso, cintura nera di bevibilità.

 

Torbido - Cascina Ebreo: si può produrre un Barolo girando le spalle alla denominazione? Cascina Ebreo a Novello, lo ha fatto da subito mantenendo la coerenza della sua scelta nel corso degli anni. Quando una denominazione vale meno del contenuto.

 

Vej Brut 270 - Podere Pradarolo: impossibile fare un metodo classico da basi macerate. Alberto Carretti non conosce la parola impossibile. Con il suo sorriso delicato e la testardaggine di un vero emiliano è forse l’unico in Italia a produrre una bolla da una base macerata per 270 giorni con un risultato davvero intrigante. Nothing is impossible.

 

La Milla - Cascina Borgatta: dolcetto vino semplice e senza pretese? Non proprio così. La rinascita del Dolcetto a Ovada è ormai un fenomeno nel pieno della sua vitalità. Vini completi, intensi e gustosissimi. Cascina Borgatta prende l’ideale testimone da Pino Ratto per una riscossa dell’area e del varietale destinata a durare a lungo.

 

Rosé 2014 - Cá del Vent: le migliori bolle (francesi) si fanno solo con Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier. Tutto il resto è noia. A meno di un po’ di sana follia che porti a spumantizzare Cabernet Sauvignon e Merlot in un’annata drammatica ed ottenere un vino davvero spiazzante. Bottiglia da bere alla cieca con amici soloni del metodo classico, previa scommessa che non indovineranno mai le uve di provenienza.

 

Tiurema - Enotrio: Il pinot nero sulle cime dell’Etna.  Nunzio Puglisi è uomo determinato. Grande conoscitore della viticoltura siciliana, oltre ai varietali autoctoni pianta pinot nero e gewurtztraminer a quasi 1000 metri. Ma come? Siamo in fondo all’Italia e pianta uvaggi del nord? Visioni rivoluzionarie.

 

Sant’Isidoro - Maria Pia Castelli: dalle Marche terra di bianchi o di rossi, un rosato(!). E pure controcorrente. Non un vino rifugio dove destinare i tagli rossi e bianchi, ma un vino pensato, voluto ricorrendo a due meravigliose uve: il Sangiovese ed il Montepulciano. Riferimento.

 

Alea Viva - Andrea Occhipinti: dare una nuova dignità all’Aleatico, uva rossa aromatica, destinata comunemente ad un vino liquoroso “da meditazione”. Ecco, smettete di meditare ed iniziate a pensare ad un vino secco, sapido, intenso ed appagante. Andrea Occhipinti da Gradoli lo ha pensato per voi.

 

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