RAMìE Pinerolese Doc Ramìe 2015

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Da un vigneto in Pomaretto (su terreni rocciosi e ferrosi) ed un vigneto in Perosa Argentina (collina morenica di roccia sbriciolata quasi sabbiosa), un blend meraviglioso di Avarengo, Avanà, Bequet, Chatus e Barbera. Vendemmie a scalare per ciascuna varietà, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni (attraverso pied de cuve separati per ciascun uvaggio), nessuna aggiunta di solfiti. Nessuna chiarifica, stabilizzazione nè filtrazione.

Sosta solo in vasca d'acciaio per 24 mesi prima dell'imbottigliamento per esaltare tutte le fragranze che la terra e una viticultura sana hanno consegnato ai grappoli. Vino fresco ed elegante di grande complessità.

Siamo a Perosa Argentina, nella Val Chisone, ad una cinquantina di chilometri da Torino, all'imbocco della valle che porterà al Sestriere e che assieme al comune di Pomaretto, nella Val Germanasca, costituisce l'area della Ramìe Doc Pinerolese.

Questa è una viticultura di montagna (700 - 850m s.l.m.) ed eroica, con terrazzamenti su muri a secco e inclinazioni vertiginose anche del 45%. Ramìe in dialetto significa rami e fa riferimento ad un' opera di disboscamento che interessò in passato il versante sud di Pomaretto lasciando la montagna coperta di cataste di rami, da cui Ramìe.

Nel 1995 Giuliano Coutandin e moglie decidono, ormai in pensione, di reinventarsi vigneron e preservare antichi e autoctoni uvaggi destinati ad essere abbandonati. Acquistano un ettaro di terra, recuperandone e ripristinandone i terrazzamenti e prendendosi cura di vigne a guyot e alberello. Le uve coltivate sono molto rare: Avanà, Avarengo, Chatus (una volta Neretto) e Becuet che affiancano la Barbera nel Ramìe e altre uve miste come si faceva una volta nei vigneti.

Dal 2008 entra in azienda il figlio Daniele (il lavoro è molto faticoso, le vendemmie e i ripristini dei vigneti avvvengono con l'ausilio di una monorotaia) e aumenta ancor più l'attenzione ed il rispetto per la natura: inerbimento del terreno (favorisce la diffusione di insetti e piante e loro equilibrio), nessuna aratura o ricorso a zappa e trattamenti ridotti all'essenziale (vigne immerse nei boschi e ad altitudini che permettono microclima e arieggiamento tali da poter ridurre gli interventi a 3-4 passaggi in media di zolfo e 2-3 trattamenti di rame). Minimo intervento è la parola d'ordine. In vigna, dove si lavora in funzione del massimo benessere della pianta e se ne valuta la vigoria prima di intervenire ed in cantina, dove le vinificazioni sono condotte con fermentazioni spontanee con lieviti indigeni (si usa l'ammostatore) e senza ricorso a solfiti. L'uva viene raccolta solo matura, sana e perfetta. Nessuna chiarifica, stabilizzazione o filtrazione. Quella di Daniele è una viticultura faticosa ma veramente naturale, senza nessun ricorso a chimica o pratiche invasive.

La sua fatica si traduce in sole 2000 bottiglie all'anno.

Daniele Coutandin è socio di Vinnatur.

 .

Massimiliano Busnelli

Punteggio 2025

Bevitore occasionale

Data degustazione 24-02-2017

Fruttato 4/5
Floreale 0/5
Vegetale 4/5
Minerale 0/5
Speziato 2/5
Animale 2/5

Claudio Gallo

Punteggio 4350

Bevitore seriale

Data degustazione 08-01-2017

RAMìE 2013 Pinerolese Doc Ramìe

Daniele Coutandin | Piemonte

Un vino dalle uve rare poco conosciute " personalmente ". Grande bevibilità e ben speziato tannini leggeri, dopo 2 ore dall'apertura la degustazione diventa ben equilibrata

Giudizio 8,5

Fruttato 3/5
Floreale 0/5
Vegetale 2/5
Minerale 0/5
Speziato 4/5
Animale 3/5